Meditazione mindfulness: viviamo il momento!

Meditazione

Una forma di meditazione diversa che, pur avendo radici nel buddismo, si muove con un approccio concreto e scientifico che permette al meditatore di analizzare, capire e vivere il momento della vita che sta generando tensione e preoccupazione.

Si tratta di una forma di meditazione messa a punto da Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare newyorkese che, grazie all’aiuto del primario del Medical Center dell’Università di Worcester, fonda una clinica incentrata sulla riduzione dello stress attraverso la coltivazione della consapevolezza.

Il programma, denominato MBSR, si fonda sul concetto della concentrazione “Hic et nunc, una concentrazione che permette di analizzarsi in profondità mettendo da parte le paure, la rabbia e l’odio.

Il termine inglese “mindfulness” significa consapevolezza ma con un’ampiezza di significato mai attribuita a tale termine. E’ lo stesso Kabat-Zinn a definirla “una consapevolezza con intenzione, del momento presente e non giudicante.”

Una consapevolezza, quella dettata dai principi della mindfulness, che ci aiuta a vivere concentrati su quello che stiamo vivendo per individuare ciò che genera insoddisfazione.

Meditazione mindfulness: i benefici

Superata la difficoltà nel capire che, nonostante sia più difficile, è giusto “fare” piuttosto che “non fare”, i benefici che arriveranno saranno indiscussi e di natura diversa.

La prima consapevolezza consisterà nell’apprendere che non c’è fallimento nella meditazione e che proprio la meditazione stessa ci conduce alla mindfulness, ovvero la capacità di agire su quello che possiamo controllare e di accettare quello per cui non possiamo farci nulla.

I benefici possibili sono divisi in quattro categorie:

  1. La vita professionale: si ottiene la capacità di poter dirigere e mantenere la concentrazione, di comprendere gli altri e stabilire delle dinamiche interpersonali sane e di aumentare la propria capacità di problem solving;
  2. La serenità mentale: si ottiene la capacità di regolari gli stati emotivi permettendo un decremento delle emozioni negative e controllando numerosi disturbi quali quelli alimentari, l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione;
  3. Le relazioni con gli altri: si aumenta l’apertura mentale eliminando i pregiudizi, stimolando un’attenzione alle “relazioni di qualità” e sviluppando la capacità di ascolto;
  4. Il benessere fisico: si ottiene una maggiore sopportabilità al dolore che, se di natura psico-somatico, può ridursi anche del 40% oltre ad ottenere una riduzione della pressione arteriosa, del colesterolo e dei mal di testa cronici.

Ovviamente, la concentrazione sul proprio benessere porta ad una consapevolezza che ci fa gioire di altri benefici quali: miglioramento degli stati d’animo; attenzione; concentrazione; aumento della creatività; miglioramento della vita sessuale; riduzione della sensazione di solitudine.

Si tratta proprio di cambiare l’approccio alla vita e concentrarsi per catturare il presente e viverlo a pieno. Si impara ad essere più compassionevoli con se stessi, senza autocritica e rigidità. Non va assolutamente confusa con lo stato di trance o una pratica per raggiungere il vuoto, si tratta di una tecnica di meditazione che a primo impatto può sembrare contro natura in quanto ti invita ad entrare in relazione diretta con il disagio, con la sofferenza, con quello che non ci piace. Capito a fondo quello che ci fa male e metabolizzato, possiamo avviare un percorso che ci fa sentire meno oppressi, meno condizionati.

Mi piace descrivere questo processo come la reazione fisica ad un virus, viviamo fino a fondo il nostro dolore, ci immergiamo all’interno del nostro disagio, della nostra tristezza per poi generare gli anticorpi e vivere sereni anche in presenza di momenti che non ci piacciono.

Meditazione mindfulness

Meditazione mindfulness: come iniziare

Come ogni forma di meditazione, il punto di partenza è la respirazione senza rimanere focalizzati, però, sul respiro in quanto tale ma utilizzandolo come strumento per “guardare” i propri pensieri, capirli e avere la sensazione di concretizzarli.

Il respiro serve solamente a tenere la concentrazione sul proprio corpo e riportare in una fase meditativa la mente se, come è normale che sia, inizia a vagare.

La prima cosa da fare, come ogni qual volta si intenda avviare un nuovo progetto, è definire i propri obiettivi. Poi è sufficiente cominciare, perché solo cominciando si può avviare un percorso di costruzione verso la mindfulness. Potrebbe essere utile anche leggere un buon libro che ci fornisca le regole fondamentali della meditazione, si tratta di una strada economicamente vantaggiosa ma che può metterci a conoscenza dei principi e delle tecniche base.

Una volta iniziato il percorso di meditazione, va affiancato un percorso di scrittura che può diventare uno strumento per riprogrammare il subconscio. Sono sufficienti dieci minuti al giorno trascorsi a copiare una serie di frasi che rappresentino buoni propositi o valori condivisi e il nostro cervello li inserirà tra le nuove abitudini.

Alla fine di una prima fase esplorativa e di conoscenza della meditazione, è bene inserirsi in dei gruppi per rimanere motivati e impegnati sulla pratica. Sono numerosi i centri in Italia che organizzano seminari ma anche weekend di meditazione e non vanno visti come un gruppo di pazzi che si ritira per invocare un Dio che non c’è ma come un gruppo di persone che, accumunate dal desiderio di vivere consapevolmente la propria serenità, decidono di condividere il proprio tempo esercitando pratiche meditative che li portano verso uno stato di consapevolezza completa.

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