Allattamento e ragadi al seno: cosa sono, come prevenirle e come curarle.

Allattamento

E’ il fenomeno collegato all’allattamento più diffuso e arriva a colpire circa il 25% delle donne. Si manifesta con dolore al seno e abrasioni al capezzolo ma, anche se fastidioso, rappresenta una situazione assolutamente normale che colpisce le neo-mamme, soprattutto alla prima gravidanza.

L’allattamento è un periodo meraviglioso che la donna affronta a quattro mani con il neonato. Si tratta di un periodo stancante, visto il numero delle poppate, ma che riconosce alla donna infiniti benefici.

La poppata, infatti, non è solo un momento di estremo benessere per il cucciolo di casa ma anche una forte stimolazione ormonale per la mamma. Durante la suzione, vengono stimolati degli ormoni (prolattina e ossitocina) che donano alla mamma una profonda sensazione di rilassamento.

Il manifestarsi delle ragadi non deve demolire questa “costruzione” perché l’allattamento rappresenta uno dei mattoncini che portano alla realizzazione del rapporto di complicità indissolubile che si genera tra mamma e figlio.

Le ragadi durante l’allattamento: cosa sono

Le ragadi al seno sono delle piccole ferite, o abrasioni superficiali, che si manifestano sul capezzolo durante l’allattamento e provocano dolore, a volte sanguinamento.

Le ragadi possono essere a taglio o sfrangiate. Le ragadi a taglio si presentano quando il bambino attua una suzione strettamente limitata alla punta del capezzolo, che naturalmente viene schiacciata. Le ragadi sfrangiate, invece, si presentano quando il capezzolo sfrega contro il palato e possono dipendere da:

  • edema al seno: dopo un taglio cesareo o dopo l’utilizzo di ossitocina, il capezzolo resta teso, duro e gonfio;
  • forma del capezzolo: l’attacco al seno è compromesso da un capezzolo troppo lungo o troppo grosso;
  • l’attacco del bambino: la bocca piccola o il tono muscolare scarso nel neonato impediscono al bambino di fare buon uso della lingua.

Ragadi al seno: un’unica causa possibile

Le ragadi rappresentano un fenomeno noto fin dalla notte dei tempi e vengono generate da una sola motivazione: cattivo attacco al seno del neonato. Il bambino non riesce a prendere la giusta parte di seno che non è rappresentata solo ed esclusivamente dal capezzolo ma anche da tutta l’area che lo circonda, contenente le ghiandole che producono una sostanza lubrificante, che durante la gravidanza si iperpigmenta rendendosi riconoscibile dal neonato.

La prima cosa da verificare in caso di ragadi al seno è la posizione del lattante che prevede, di regola, che la pancia del bambino stia a contatto con la pancia della mamma, al di sotto dei seni, e che la mamma lo culli per farlo sentire calmo e permettergli di esercitare la giusta pressione durante la suzione.

La posizione corretta dona fin da subito un miglioramento anche perché l’allattamento non è affatto doloroso se ben eseguito.

Ragadi seno

Ragadi al seno: come risolvere dopo che si sono manifestate

La prima regola è quella di far respirare il più possibile il seno perché, come succede per ogni tipo di ferita, anche le ragadi tendono ad asciugarsi a contatto con l’aria.

Inoltre, è possibile massaggiare il seno qualche minuto prima dell’allattamento per favorire la discesa delle prime gocce di latte che, proprio per la loro composizione, tenderanno a mantenere idratato il capezzolo.

Qualora la manifestazione delle ragadi fosse in stato avanzato o si volesse prevenire l’acutizzarsi del fenomeno, ai primi sentori è consigliabile l’utilizzo di una crema formulata proprio per questo tipo di disturbo.

La Crema lenitiva allattamento Natalat è una crema ad effetto elasticizzante, lenitiva e coadiuvante cosmetico per contrastare la comparsa delle ragadi.

Il suo ruolo è quello di mantenere la pelle dei capezzoli morbida e liscia creando una barriera sulla pelle e mantenendola idratata. Le sue proprietà sono riconducibili alla formulazione ricca di estratti vegetali quali la Camomilla, l’Iperico, l’Olio di cocco e il Burro di Karitè che svolgono azioni cicatrizzanti ed emollienti e stimolano la rigenerazione cellulare.

Pur essendo formulata proprio per questo tipo di esigenza, è sempre bene eliminare eventuali residui prima di allattare.

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