Superfood 2019: veri alleati naturali o mode di passaggio?

Superfood

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Superfood senza però analizzare nel profondo le loro proprietà e gli utilizzi all’interno di un piano alimentare equilibrato. E’ arrivata l’ora di svelare tutte, ma proprie tutte, le verità su questa categoria tanto apprezzata.

Probabilmente non è più necessario fornire una definizione di Superfood, visto il largo uso di tale termine in tutte le generazioni e su tutti i media di comunicazione. Pertanto, senza entrare nello specifico, quello che voglio fare con questo articolo è andare oltre il mero concetto di “elemento molto nutriente che apporta sostanze benefiche per il nostro organismo e per la nostra pelle” e andare ad analizzare quelli che sono i veri superfood e quelli che rappresentano, invece, il prodotto di una strategia di marketing.

Ovviamente, oggi siamo tutti più sensibili nei confronti di alcune proprietà specifiche di frutta, verdura, legume ecc ecc., controlliamo le etichette per assicurarci che si tratti di una produzione biologica e cerchiamo di consumare regolarmente cibi antiossidanti, nutrienti, vitaminici e che si pongano come rimedio naturale per mantenere il benessere fisiologico. Lo dimostra l’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy che ha effettuato un’analisi su 54.300 prodotti di largo consumo, acquistati nei comuni supermercati, per studiare le tendenze degli italiani. Tutti i cibi definiti Superfood occupano i primi posti della classifica vendite con in testa lo Zenzero, a seguire le bacche di Goji, le mandorle e la quinoa.

Il Superfood del 2019

Il 2018 è stato l’anno della Moringa, regina indiscussa di tutti i cibi che fanno bene. Pianta che si sta facendo strada nel mondo dei rimedi naturali grazie ai numerosi studi che continuano a confermare quanto sia giusto l’appellativo che le è stato riconosciuto: albero della vita.

L’attesa per scoprire quale sarà il vincitore del 2019, però, è già finita: vince il melograno.

Melograno

A quanto pare questo meraviglioso frutto, oltre ad essere buonissimo, sarebbe anche ricco di antiossidanti, vitamina K e vitamina C oltre ad essere molto utilizzato nella cosmetica (olio ottenuto dalla spremitura dei noccioli interni) per le proprietà emollienti e antiage.

Pur non avendo delle vere e proprie controindicazioni, sono risultate possibili delle interazioni con i farmaci. La Dott.ssa Fanfan Zhoudell’Università di Sidney, spiega, con una ricerca pubblicata sulla rivista Pharmaceutical Biology, che la compresenza di acido oleanolico, acido ursolico e acido gallico tendono ad inibire l’assorbimento delle molecole dei farmaci annullandone l’effetto.

Con questo non si afferma affatto che il Melograno faccia male, ma semplicemente di avere le giuste accortezze per evitare di vanificare una cura farmacologica che si sta sostenendo e che potrebbe non accompagnarci verso la guarigione in quanto inibita.

Superfood o tendenza?

Alla luce di quanto scritto finora, vanno analizzati dei punti precisi che ci aiutano a capire quando un Superfood è tale e quando è altro:

  1. le proprietà: alcuni dei cibi definiti Superfood possiedono delle proprietà veramente impressionanti. La Moringa oleifera, ad esempio, contiene oltre 36 antinfiammatori e 46 antiossidanti, proprietà eccellenti se associate all’alto apporto vitaminico, aminoacidico e proteico. Tale discorso, però, non vale per tutti i cibi della stessa categoria. Le tanto amate bacche di Goji, per esempio, generano il cosiddetto “fascino dell’esotico” ma in realtà le proprietà che hanno sono facilmente rintracciabili nella maggior parte dei cibi che caratterizzano la dieta mediterranea.
  2. il prezzo: spesso si dice “costa un pò ma se fa bene”. Ma se in realtà il costo fosse un prodotto di marketing e potresti trovare delle proprietà anche maggiori spendendo la metà? L’esempio lampante è dato dalla Spirulina: in 7gr di Spirulina troviamo l’1% di Vit C e lo 0% di Vit A contro il 187% di Vit A e il 46% di Vit C che troviamo in 100 gr di spinaci. La differenza? 100gr di Spirulina costano mediamente 14€ mentre 100gr di spinaci non superano 1,5€
  3. informazione vs pubblicità: le aziende etiche che operano nel settore del benessere tendono a fare informazione pubblicando articoli, studi e ricerche che possano dimostrare la fondatezza delle loro affermazioni. La stragrande maggioranza, però, non si preoccupa di informare bensì di pubblicizzare “costruendo” intorno al cibo selezionato un mondo di sensazioni, idee e recensioni positive che inducono all’acquisto della panacea di tutti i mali.

Per concludere, i Superfood esistono e per questo dobbiamo solo ringraziare la natura che ce li ha messi a disposizione ma dobbiamo avere la pazienza e la capacità di documentarci, di capire quando il messaggio che ci viene trasferito è fondato o quando, invece, è possibile mangiare bene e stare bene anche senza seguire mode o tendenze.

Integrare con prodotti naturali definiti “Super” ha senso solo quando gli studi dimostrano la fondatezza di questa integrazione e quando a parlarcene è un’azienda che produce in maniera etica con l’obiettivo di condividere benessere.

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